Il bilanciamento del bianco (per gli amici WB)
A scuola ci dissero: Il bianco è dato dalla somma di tutti i colori.
Vero, ma la realtà è più complessa di come ce la disegnano, ed in Fotografia il bianco è la prima cosa contro cui dobbiamo lottare.
Innanzitutto una nota sul Colore:
Il colore di un oggetto opaco, per come appare ai nostri occhi, non è altro che l'insieme delle lunghezze d'onda riflesse dall'oggetto stesso.
Quindi un oggetto verde colpito da una luce bianca assorbe tutte le lunghezze d'onda tranne il verde.
Ma... il bianco cos'è?
Il bianco è, come insegnatoci, un insieme di tutte le lunghezze d'onda dello spettro visibile, le cui quantità relative variano a seconda della temperatura della sorgente.
Graficamente, la luce di due lampadine, a 2800K (classica lampadina al Tungsteno) ed a 5000K (la stessa temperatura del sole a mezzogiorno), conterranno una quantità di colori con queste distribuzioni:
Tornando alla definizione del colore di un oggetto, è chiaro che cambiando la luce incidente anche la luce riflessa che determina il colore sarà diversa.
In altre parole il colore di un oggetto cambia a seconda della qualità della luce che lo colpisce.
L'occhio umano (per fortuna) è in grado di interpretare le differenze di colore, abituandosi ad una data sorgente luminosa in modo da restituire al cervello le informazioni elaborate in modo da leggere correttamente i colori sotto tutte le illuminazioni.
Come esempio di questa adattabilità, proviamo ad indossare un paio di occhiali da sole verdi... il mondo non diventa tutto verde, ma i colori sono correttamente interpretati dal nostro cervello.
Proviamo ora a mettere un filtro verde davanti ad un obbiettivo e scattiamo una foto...
Il mondo diventerà completamente verde!
La variabilità della temperatura del Bianco è molto ampia.
Riporto come esempio la temperatura di alcune fonti di illuminazione:

Ognuna delle fonti di illuminazione nominate ha una distribuzione delle lunghezze d'onda differente.
In altre parole, la percentuale di ogni colore che colpisce un oggetto è diversa per ogni temperatura del bianco.
Per avere un'idea dell'effetto di queste temperature, la figura che segue visualizza il colore del Bianco:

Notiamo come ciò che chiamiamo "Bianco" in realtà vada dall'arancione al blu, a seconda della fonte di illuminazione.
Le differenze sono ancora più visibili se il punto di bianco è inserito in un grafico XYZ:

Dall'elenco delle temperature delle sorgenti luminose, è evidente come all'interno della stessa immagine sono spesso presenti molti "Bianchi" diversi.
Ad esempio, la fotografia di un soggetto al sole potrà avere delle parti in ombra (anche 2000K di differenza), oppure una stanza illuminata da un lampadario può ricevere luce anche da una finestra (altri 2000K).
Per non parlare di una bella foto con il flash (che riproduce la luce del sole) di un soggetto al lume di candela (anche 3000K di differenza).
Eppure queste variazioni non sempre risultano fastidiose all'osservatore, perchè è "preparato" alle differenze, che sono le stesse che vede nela realtà.
Il problema si presenta nel momento in cui si impone la scelta della temperatura del bianco di un'immagine.
Innanzitutto sfatiamo subito un mito:
La temperatura del bianco preferibile per una fotografia non è sempre quella corretta, se per corretta indichiamo quella propria della luce che illumina il soggetto.
Se fotografiamo la Pala Grande al tramonto (Dolomiti, sopra San Martino di Castrozza), vorremmo avere una foto di questo tipo:

D2X + 105 AF Micro - 1/250 f8 - WB 4600K (Auto WB)
Ma se invece leggiamo la temperatura della luce incidente nella maniera più corretta (in questo caso "leggendo" la nuvola grigia in basso a destra), otterremo questa foto:

D2X + 105 AF Micro - 1/250 f8 - WB 3550K (WB modificato in Lightroom)
Quale ci sembra la migliore?
L'esempio riportato descrive bene come "soli" 1000K di temperatura modificano completamente un'immagine.
In quel caso l'effetto ricercato è l'enfatizzazione dei colori della dolomia, in modo da ricreare l'atmosfera che ci offrono le Pale di San Martino dal vero.
Andiamo quindi a vedere "numericamente" quanto sono diffrenti le due foto.
Se apriamo in Photoshop le due fotografie, gli istogrammi RGB sono i seguenti:

A sinistra la foto originale, a destra la foto "fredda".
Notiamo subito come tutti i colori cambiano al variare della temperatura del bianco.
Ovviamente in questo esempio la componente che differisce maggiormente nelle due immagini è quella del Rosso, come è facile intuire semplicemente confrontando visivamente le immagini, ma anche Verde e Blu presentano differenze sostanziali, anche se meno accentuate.
Questa caratteristica fa si che modificando la temperatura del bianco in un file JPG (o comunque in un qualsiasi formato "finito" come TIFF, PSD o PDF ad 8 bit per canale) si perdono sempre informazioni relative al colore, allo stesso modo di quando interveniamo sui livelli (perchè di fatto è questo che facciamo).
Al contrario, se modifichiamo il Bianco ad un file NEF o DNG non vengono perse informazioni relative ai colori dell'immagine, perchè gli istogrammi ad 8 bit vengono creati al momento dell'esportazione in altro formato, partendo da un numero molto superiore di dati contenuti nel RAW.
PICCOLA DIGRESSIONE (ma nemmeno tanto)
Abbiamo detto come la temperatura del bianco possa variare all'interno di una stessa immagine, senza per questo infastidire l'osservatore.
E' però necessaria una precisazione:
Alle temperatura più elevate, differenze dell'ordine di molte centinaia (o migliaia) di gradi sono meno percepibili di poche decine di gradi alle temperature più basse.
Un soggetto al sole (~5000K) può avere una temperatura del bianco più bassa di 800/1000 K rispetto alla sua ombra, ma normalmente l'ombra viene percepita come tale senza problemi.
(Un'eccezione è l'ombra sulla neve, quasi sempre percepita completamente azzurra)

Notare come la parte in ombra della barca è chiaramente azzurrina, ma l'insieme viene percepito come armonico.
Un soggetto illuminato da una lampadina ad incandescenza (~2700K) ha un bilanciamento del bianco più critico, ed una variazione di 100K porta ad una dominante molto visibile.
Allo stesso modo, due soggetti illuminati da lampadine ad incandescenza differenti (ad esempio un'alogena ed una al Tungsteno) hanno dominanti molto difficili da bilanciare contemporaneamente:

L'immagine è tratta dal pannello Develop di Lightroom, la parte sinistra senza regolazioni di sorta, la destra con il bianco (e tutto il resto della PP) corretto per avere il muro bianco.

In questa brutta foto, la doppia illuminazione proviene dalle finestre (luce del sole sullo sfondo, bilanciata e quindi bianca) e dalle lampade accese nella sala, che creano delle "chiazze gialle" sul pavimento.
Se per quest'ultimo caso non ci sono soluzioni (ma spesso questa differenza è addirettura auspicabile), un buon bilanciamento del bianco risolve praticamente qualsiasi altra situazione.
Per quanto detto, il flash complica notevolmente le cose, avendo una temperatura che differisce di più di 2000K rispetto ad una lampadina.
L'effetto è più visibile in esterni, con soggetti in primo piano illuminati direttamente (e completamente) dal lampeggiatore e lo sfondo unicamente dall'illuminazione di fondo (ad esempio lampioni o altro).
Ricapitolando:
- La qualità della luce bianca è definita con la sua Temperatura
- Il colore di un oggetto è influenzato dalla temperatura della luce bianca che lo colpisce
Di conseguenza:
- Se indico alla macchina qual'è la temperatura della luce che colpisce il mio soggetto, la fotografia risulterà cromaticamente corretta
Ne deriva che:
- Se indico una temperatura diversa dal reale, il colore risultante nella fotografia sarà differente dal colore reale
Ma come faccio a comunicare con la mia Nikon?
In una macchina digitale, il bilanciamento del bianco avviene sostanzialmente nin due modi:
- Predefinito
- Automatico (o Premisurato)
Bilanciamento predefinito
Tutti i corpi macchina hanno la possibilità di "bloccare" il bilanciamento del bianco su posizioni predefinite.
Normalmente sono disponibili delle possibilità che permettono di fotografare nelle più diverse condizioni di illuminazione.
In ordine di temperatura decrescente sono: Ombra, Cielo coperto, Flash, Sole, Lampada a fluorescenza, Lampadina ad incandescenza.
Spesso è possibile impostare manualmente il valore della temperatura.
Usando il bilanciamento predefinito, la macchina usa gli spettri luminosi che ha in memoria, e restituisce i colori corretti se la luce incidente corrisponde a quella selezionata.
Bilanciamento automatico
In questo caso il processore della macchina analizza la scena inquadrata e le sue dominanti, elaborando la temperatura da impostare per quel determinato fotogramma.
In questo caso le possibilità sono in numero maggiore (l'impostazione avviene per passi di 50K, sulla D2x), e la macchina è in grado di adattarsi ad un numero maggiore di condizioni possibili.
Con la Premisurazione del bianco, nella macchina avviene sostanzialmente la stessa cosa, solo che la lettura avviene su un soggetto (che il fotografo sceglie perchè "neutro") diverso da quello finale, il valore viene memorizzato ed applicato alla foto che viene scattata.
E' facile intuire che la modalità Auto WB è molto più elastica della precedente, è possibile una maggiore precisione nella misurazione ed il risultato finale può essere molto più vicino al valore reale.
Ma...
...ma, ovviamente, ogni volta che ci affidiamo ad un automatismo può sbagliare.
Quindi?
Quindi siamo fortunati.
Le moderne macchine digitali hanno un sistema di Auto WB molto avanzato, ed in ogni caso i software di fotoritocco ci danno la possibilità di correggere i piccoli errori di valutazione che, in luce ambiente, la macchina può fare.
Generalmente, piccole correzioni in Post Produzione del bilanciamento del bianco sono accettabili nella maggior parte dei casi, ma vale la pena ricordare ancora che ogni intervento su un file JPG provoca uno scadimento del file.
MA...
Ma l'Auto WB ha un limite intrinseco: Le temperature possibili non si estendono alla temperatura delle lampadine ad incandescenza.
Quindi, quando ci lamentiamo che la foto fatta dentro casa senza l'uso del flash "tira" comlpetamente sul giallo, dobbiamo essere consapevoli che non è un errore della macchina, ma ce siamo andati al di fuori del range permesso dal bilanciamento del bianco scelto.
Non mi risulta ci siano spiegazioni "ufficiali" a questo limite, che peraltro è comune a tutte le marche di macchine digitali.
Io ho provato a darmi una risposta, e penso che la ragione stia nel fatto che al di sotto di certe temperature (dove ricordo che il bianco è visto come "Arancione") sia molto difficile per la macchina distinguere da una dominante dell'immagine ed una bssa temperatura. Il rischio, quindi, potrebbe essere di prendere sonore cantonate nel "leggere" una parete gialla come una luce gialla... con il risultato di avere nella foto una bellissima parete "sbiancata".
Tornando a noi, è quindi buona norma non affidarsi all'Auto WB in luce artificiale, predeterminando la temperatura facendo una lettura su una superficie grigia uniforme ed adottando il valore misurato per tutte le foto scattate con quella illuminazione.
In alternativa, scattiamo pure in Auto WB, andando a correggere il file NEF in post produzione (NON IL JPG!, in questi casi lo scadimento dell'immagine è altissimo!).
Allora, come facciamo a fare una premisurazione del Bianco?
In tutti i casi in cui non ci possiamo fidare dell'Auto WB, o semplicemente perchè preferiamo scattare le nostre immagini con una temperatura del bianco misurata, la prima cosa da fare è individuare qual'è il soggetto della nostra fotografia.
Sembra una cosa banale, ma praticamente ogni scatto ha un determinato soggetto, che qui definiamo come l'elemento più importante della fotografia, cioè quello che ci interessa abbia i colori più neutri e corretti.
E' pensando a questo soggetto che andremo a misurare il bianco per l'immagine che stiamo per fare.
L'ideale è disporre di un cartoncino grigio, ma è più che sufficiente un foglio bianco (o una parete imbiancata di fresco, ma è meno comodo).
La misurazione va fattta puntando l'obbiettivo verso il foglio, ma la cosa più importante è che l'illuminazione del target sia esattamente la stessa del soggetto!
Cioè, se il soggetto è in ombra, anche il target dovrà essere in ombra.
Se il soggetto è illuminato da una lampadina, anche il foglio bianco lo sarà, piuttosto che se il soggetto è in pieno sole lo dovrà essere anche il foglio.
Spesso l'errore nel bilanciamento del bianco non è della macchina, ma è dell'operatore, il quale magari sta fotografando un soggetto in ombra che occupa una piccola parte di un'inquadratura in pieno sole (e poi si lamenta del colore azzurrino del soggetto).
A parte le considerazioni che si possono trarre sulla capacità del fotografo di scegliere il suo soggetto , in questo caso la macchina valuterà correttamente la temperature della luce del sole (che illumina la maggior parte della scena), ma per quanto detto prima il soggetto in ombra avrà una temperatura molto più alta, che nella fotografia risulterà affetta da una dominante azzurrina.
Se la premisurazione del bianco viene fatta correttamente (cioè misurando un foglio all'ombra, ignorando la parte dell'inquadratura al sole), il soggetto perderà la dominante azzurra, e tutto ciò che è al sole virerà a sua volta verso il giallo.
La foto continuerà ad essere una brutta foto, ma il bilanciamento del bianco sarà corretto per il soggetto dell'immagine.
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