QUESTA E LE PAGINE CHE SEGUONO SONO ANCORA ALLO STATO DI "BOZZA"

 

equipment

quello che mi accompagna

 

in queste pagine descrivo lo "stato dell'arte" del mio equipaggiamento.
come scritto descrivendomi, sono un accanito sostenitore del materiale usato, che tocco, provo e solo alla fine compro. per poi magari scoprire che non era la cosa giusta per me, e ricominciare da capo.

in questi anni mi sono passati per le mani decine di obbiettivi, alcuni corpi ed altro ancora. ormai ho le idee abbastanza chiare su cosa mi serve e cosa uso, ma forse proprio per questo mi piace provare oggetti nuovi e vedere se si abbinano a quello che già ho.

questa curiosità mi ha fatto scoprire possibilità altrimenti irraggiungibili e, cosa più importante, mi sprona a pensare. mi obbliga a controllare di persona quello che faccio, come e cosa fotografo. contribuisce a tenere viva la passione, quella vera, e contribuisce ad impedire la trasformazione della reflex in una enorme usa-e-getta

le descrizioni vogliono rispondere alla domanda "cosa usi per fare una foto?" nella maniera più completa possibile.

resta comunque sempre fermo il modo che ho di scattare le immagini
sono passato attraverso macchine manuali, autofocus, digitali ma...
ho sempre "pensato"
non ho mai usato il modo program, preferendo quando possibile l'automatico a priorità di diaframmi se non sono obbligato al manuale, e comunque è indispensabile la possibilità di compensare, correggendo con la mia esperienza le indicazioni dell'esposimetro.
altra cosa che non ho praticamente mai usato (tranne in pochissime occasioni, sempre con il flash) è una misurazione diversa dalla media (a volte la spot).
le misurazioni multizona pretendono di sostituirsi all'occhio del fotografo, ma è meglio sbagliare con la propria testa che fare una foto correttamente esposta perchè il circuito elettronico ha deciso così (e molto spesso sbaglia, di grosso)

allo stesso modo, mi piace "trattare" le foto di persona dall'inizio alla fine
non ho mai sviluppato una foto in camera oscura, e la mia pigrizia (insieme alla mancanza di soldi e spazio) mi ha sempre frenato. le diapositive scannerizzate prima, ed i files della digitale ora, mi hanno permesso lo "sviluppo" in camera chiara, come chiamato il flusso digitale da qualcuno, consentendomi il controllo totale dallo scatto alla stampa
anche qui, forse non ottengo i risultati migliori possibili, ma posso dire di essere in continuo miglioramento, e per questo vado fiero anche delle (sempre meno) stampe mediocri